attrezzatura

18 giugno 2010 - scritto da pippo

Esaminiamo i componenti essenziali di un kite surf
L’ala L’ala (o “vela“, o “kite”) ha delle dimensioni classiche che possono variare dai 7mq ai circa 18mq. La scelta di una superficie si fa in funzione della forza del vento, le grandi ali sono preferite per venti deboli, le piccole ali sono da riservare per le giornate di vento forte.
La struttura dell’ala è data dalle stecche gonfiabili, spesso in numero di 5 che collegano il bordo d’attacco sul bordo di fuga, ed una stecca gonfiabile più grande delle altre che costituisce il bordo d’attacco.
Se avete nozioni d’aeronautica, conoscerete questi termini, che hanno lo stesso significato per un’ala d’aereo che per un’ala di kite. L’aria si distribuisce lungo l’ala andando dal bordo d’attacco verso il bordo di fuga. Seguendo questo percorso, parte dell’aria passa sopra l’ala mentre un’altra parte viene convogliata al di sotto. La differenza di pressione causa la portanza, la forza che tira l’ala verso l’alto. Quando la portanza supera il peso del surfer, quest’ultimo viene sollevato dall’acqua, come se decollasse.

Attrezzatura necessaria per praticare kite surf

Ala Barra Trapezio Tavola
ala kite
Il rapporto di un’ala è determinato dalla relazione tra la sua larghezza e la sua lunghezza. Si parla spesso del rapporto poiché dà un’indicazione sul comportamento dell’ala. Un rapporto debole è destinato soprattutto ai principianti, poiché dà più stabilità ed offre un controllo più facile. In compenso un rapporto elevato darà un’ala che può essere rapida, potente, ma che richiede un controllo più fine.
La cifra precisa del rapporto non è quasi mai indicata. Si usa semplicemente parlare di rapporto debole o poco elevato, rapporto moderato, e rapporto elevato.
La barra è un componente importante nella pratica del kite surf. Una barra ergonomica, leggera ma ltrettanto robusta e di ultima generazione consente di avere maggiore controllo e di non affaticarsi terribilmente durante le ore passate in acqua. Ogni casa brevetta il suo sistema di depower, di attacco al cicken loop e punto di attacco del leash. Il trapezio è la fascia che il kiter mette in vita, mediante la quale si viene legati alla vela. Un gancio d’acciaio provvederà a tenere ben salda questa unione. Un trapezio di buona qualità deve essere rigido dietro la schiena e abbastanza comodo. Le tavole possono essere di due tipi:

  1. direzionali
  2. bidirezionali

Per praticare wave è opportuno munirsi di surfini adatti, mentre invece se si vuole fare del freeride o freestyle è meglio utilizzare uno comune tavola bidirezionale dalle giuste misure da scegliere in base al proprio peso e dimesione dell’ala.

In condizioni di vento debole si usano aquiloni di dimensioni più grandi di quelli usati con vento forte. Con le condizioni ideali è possibile praticare lo sport in maniera sicura, planando semplicemente (freeriding), compiendo svariate evoluzioni o tricks (freestyle). È possibile usare il kite sia sulle onde (wavestyle) che su acqua piatta (wakestyle).

Una caratteristica, oltre all’indiscussa praticità dell’attrezzatura, è la velocità con cui si può imparare a planare e in seguito a compiere evoluzioni. Un buon corso di mediamente 15/16 ore fornisce le basi per un inizio della pratica sicura ed autonoma. Seguire un corso non è obbligatorio ma assolutamente consigliato. Il kitesurf infatti è uno sport definito estremo e benché i moderni materiali abbiano esteso la sicurezza, le insidie sono numerose, anche e soprattutto per gli altri.

Scelta dell’attrezzatura:

La scelta dell’attrezzatura dipende da due variabili:

  1. dal peso del kiter (chi guida l’aquilone)
  2. dalla situazione ventosa dello spot usato (cioè della zona di uscita)

Il concetto base è questo: meno vento c’è più deve essere grande l’ala per sollevare lo stesso peso, questo incide quasi in analoga maniera anche sulle dimensioni della tavola.

Un rider di 90kg avrà bisogno di una ala più grande e di una tavola più larga per planare (così si chiama il surfare col kite) nelle stesse condizioni di vento di un rider di 70kg. Benché una singola combinazione ala+tavola ci consentirà di uscire nel nostro spot la maggior parte delle volte, bisogna notare che non esiste un’attrezzatura per tutte le situazioni di vento e mare.

Basta osservare che le misure delle ali standard vanno dai 7m ai 17m e grandi differenze di dimensioni ci sono anche tra tavole lightwind (più larghe e lunghe, simili alle tavole da surf) e tavole per vento più forte (più strette e corte, simili alle tavole da wakeboard). Le linee sono cavi in dyneema o spectra lunghi dai 18 ai 25mt, a seconda dell’utilizzo, ma in situazioni di vento particolarmente forte o per imparare si può usare un set di cavi più corti dello standard.

Trattandosi di uno sport relativamente nuovo i prodotti si evolvono continuamente a un ritmo che assomiglia più a quello dei componenti informatici che a quello degli attrezzi sportivi. Per questo il mercato dell’usato è così florido. Le ali e le tavole vengono differenziate non solo per dimensioni ma anche per anno di produzione, ed a volte bastano pochi mesi di distanza per rendere obsoleto un progetto. Ecco perché spesso comprare un usato non si rivela un gran affare. Una sigla come “wipika AMP 10,3(14) ‘03″ può risultare oscura a un neofita ma a leggere bene se ne deduce il significato: “wipika” è la casa produttrice, “amp” è il nome del modello del kite, “10,3″ è la dimensione proiettata del kite (cioè quella esposta al vento) e “14″ è quella reale, infine “`03″ è l’anno di produzione. Allo stato attuale le ali riportano solo la metratura reale. La forma (o shape) del kite ne determina la effettiva superficie esposta.

Gli aquiloni sin dal 2006 si differenziano nelle seguenti categorie:

SLE (prima anche Bow-Kite)

Sono kite con la LeadingEdge (LE) supportata da un sistema di briglie che ne mantengono una forma più piatta, massimizzando la superficie esposta. Sono dei kite (gonfiabili o no) caratterizzati da una forma della LeadingEdge (LE) non piana, cioè in un SLE/BOW non esiste un piano passante per tutta la LE. Sono Kite che permettono un range di utilizzo molto più ampio dei C-Kite (segue definizione) rispetto alla stessa misura. Per esempio, tipicamente, un C-Kite 12 m2 può essere usato da 15 a 20 nodi, alcuni Bow/SLE possono essere utilizzati da 12 fino a 26-28 nodi. Offrono una potenza specifica dell’ordine del 30/35% maggiore. Sono in grado di assorbire raffiche sostenute di vento grazie al sistema di brigliatura che ne consente una grande variazione dell’angolo di attacco ed un ingegnoso sistema di carrucole. In pratica sventano di più. Sono pilotati da un sistema di 4 (qualche modello usa anche 5 linee). Gli SLE possono o no presentare sistemi di carrucole per le back lines ciò ne influenza la risposta (il feedback) al rider: in genere più immediata in quelli senza carrucole.

Gli SLE in breve sono caratterizzati da una maggiore sicurezza. In pratica consentono di quasi annullare totalmente l’azione di trazione del kite in qualunque momento ed in qualunque manovra. Questo ne ha proiettato il successo negli ultimi tempi, soprattutto per l’utilizzatore “freerider” e per gli appassionati di “wave”, che possono surfare con la spinta dell’onda annullando quasi totalmente la trazione del kite. Da quest’anno (2009) per le manovre di freestyle, sono usabili specifici SLE (meno piatti) o ancora i classici C-kite, essenzialmente per due motivi: minore potenza, maggiore costanza della trazione e maggiore velocità di manovra (turning speed).

C-Kite

Erano i classici aquiloni gonfiabili fino all’avvento degli SLE. La struttura principale (LeadingEdge e Struts) sono mantenute rigide grazie a delle camera gonfiate a pressione (aria) detti bladders. Essendo galleggianti ne è facile il rilancio dall’acqua. Sono pilotati da un sistema di 4 (vecchia tecnologia per un C-Kite) o 5 linee/cavi. Oggi coprono la nicchia dei freestyler in quanto, essendo meno potenti e con meno inerzia alla rotazione, risultano più facili per questa discipilina.

Kite Ibridi

Sono un’evoluzione dei C-Kite, nei quali vengono innestati i concetti chiave dei Bow e degli SLE. Comparsi dal 2007 perché i progettisti hanno cercato di coniugare i pregi dei C-kite (risposta veloce ai comandi, ovvero elevata turning speed) con quelli dei Bow-kite (elevato depower). Oggi, a causa della molteplice offerta di shape negli SLE è difficile tracciare una netta distinzione tra SLE ed ibridi.

Foil

Sono i classici aquiloni che non hanno camere d’aria da gonfiare, più lenti dei gonfiabili ma molto stabili, vengono gonfiati dall’aria. Si trovano in versione supportata/brigliata (SLE) o a 4/5 linee dirette. Quelli marini, possono essere usati sia in acqua che sulla neve o sulla terra (Landboarding). Nella versione con brigliatura possiedono prestazioni in vento leggero ottime a prezzo di una lentezza di conduzione. Sono poco diffusi a causa dei costi elevati nella versione brigliata.